San Libero – 396
CUOMPAGNO BUOSSI
A proposito di Bossi, è arrivato il momento – evvia, ormai il suo lavoro l’ha fatto – di rendere finalmente pubblica la verità. Me la sono tenuta sul gozzo per tutti questi anni, ma adesso è il momento di parlare..
CUOMPAGNO BUOSSI
A proposito di Bossi, è arrivato il momento – evvia, ormai il suo lavoro l’ha fatto – di rendere finalmente pubblica la verità. Me la sono tenuta sul gozzo per tutti questi anni, ma adesso è il momento di parlare..
31 dicembre 2011
Una strenna e alcune altre cose
La strenna con cui anche quest’anno, come da tradizione, ci congediamo dai nostri lettori, consiste in una nuova raccolta di lirici greci, elaborata in questi anni, che si aggiunge alla prima raccolta di venticinque anni fa. Ne è ben diverso, bisogna dire subito il livello: la gioia creativa e l’ottimismo del vivere, e anche gli amori, della gioventù difficilmente si ritrovano nell’età avanzata; e sono gli strumenti più indispensabili per accostarsi degnamente alla stagione dei greci, che non appartiene alla letteratura ma all’adolescenza del mondo. E tuttavia, fra un dovere e l’altro, è stato dolce rituffarsi per qualche attimo in quel mondo passato, così razionale e luminoso, e così lontano.
22 novembre 2011
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IL NOSTRO SCIDÀ
Ha un lieve sorriso ironico, da ragazzo intelligente. L’aria, dalla finestra, gli passa leggermente fra i capelli. Ne muove a volte alcuni, arruffati e bianchi. Ed egli dorme.
Dorme, nel buio della notte, la sua città. Dorme lo scippatorello, sognando un’infanzia normale. E’ in una delle statistiche più feroci d’Europa, quella della criminalità minorile catanese; ma i sogni sono liberi, ed egli sogna. Dorme il politico, sognando gli appalti dell’anno prossimo, Corso Martiri, miliardi. Dorme il padrone-editore, inquietamente. Dorme il suo giornalista, dorme (ma più innocente) la ragazza di vita. Dormono i magistrati collusi, digrignando i denti. Dorme il bottegaio minacciato, dormono i ragazzini di Addiopizzo che lo difendono da soli. Passa la rara guardia notturna, passano le ronde dei mafiosi. Questa è la sua città.
5 settembre 2011
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Telejato
Le ennesime minacce a Pino Maniaci e il “viva la mafia” che le accompagna dimostrano la disperazione dei mafiosi, ormai incalzati dappresso nello stesso paese di Partinico, e la vittoria della famiglia Maniaci – non solo Pino – che con straordinario coraggio e bravura ha saputo impostare una battaglia giornalistica e civile che ha smascherato i potenti mafiosi e li ha reso ridicoli davanti a tutti.
5 gennaio 2011 n. 392
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5 gennaio 2011
E comincia un altr’anno dei Siciliani
Rete, giornale di internet, ebook: gli obbiettivi
Questo numero di Ucuntu [ www.ucuntu.org ], il giornale che raggruppa i fogli e l’internet dell’antimafia sociale, è un strumento di lavoro. Abbiamo creduto utile infatti fornire ai nostri lettori e a tutti i simpatizzanti e militanti antimafiosi un breve riepilogo della densissima storia dei Siciliani, non solo come giornale ma anche (e in questo caso soprattutto) come movimento di liberazione.
22 dicembre 2010 n. 391 ________________________________________ Il politico e il ragazzo rumenoUno vende i voti. L’altro piglia le luparate Da Barcellona Pozzo di Gotto – ridente cittadina tirrenica, ad alto tasso mafioso – sono giunti alle cronache due nomi. Uno, a modo suo famosissimo, è Domenico Scilipoti, l’ultimo Giuda di quel povero cristo di Di … Continua la lettura di San Libero – 391
14 dicembre 2010 n. 390
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Un solo nome
La “vittoria” di Berlusconi non è importante in sè (a decidere saranno comunque le elezioni) ma per l’effetto psicologico disastroso che rischia di avere. Il primo effetto sarà la distruzione di quel po’ di dialogo che si era sviluppato fra le varie forze del centrosinistra, dove invece scatteranno immediatamente le faide e i redde rationem: assalto a Bersani, scontro De Magistris-Di Pietro, “rottamatori” a manetta, eliminazione di Vendola, riduzione a ordine pubblico della protesta sociale. Intanto il “terzo polo” (cioè la Fiat) resterà solo in campo e tratterà con Berlusconi: illuso chi se n’è fidato.
3 novembre 2010 n. 389
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A Corte.
Lui: “Non sono gay”. Bondi: “Meno male”.
Lui: “Ti nomino… Procuratore del Re”. Fede: “Grazie, Maestà”. “Lui: “Visto che sei tu a procurarmele…”.
Lui: “Ma come faccio? Ho più di settant’anni!”. Lei: Con l’ausilio della chimica e della fisica, Maestà”.
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Nel giro di Mora, una delle troie meno simpatiche era Fabrizio Corona. E la gente faceva a pugni per vederlo.
4 ottobre 2010 n. 388
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Qua comandano quelli della Trabant
Fare macchine che non si vendono, coi soldi dello Stato, e alla fine
accusare gli operai
La Trabant non si vende e il Partito accusa gli operai. “Dovete
lavorare di più – dice il Partito – E’ che siete abituati troppo
bene. Ma d’ora in poi vi faremo vedere….”.
Tutti gli apparatnik, tutti i politici, tutti i giornali annuiscono gravemente.
19 luglio 2009 n. 387
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Miss Mafia e mr Stato.
Matrimonio difficile, fidanzamento lungo
L’accordo era che ciascuno si facesse i fatti suoi, senza pretendere troppo: controllare il territorio, raccogliere un po’ di voti, e soprattutto tener buoni i contadini, cioè i “comunisti”. Poi la mafia, coi soldi dell’eroina, è diventata troppo potente. Allora Andreotti ha cercato di tirarsi indietro. Ma…