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“Prima gli italiani”, ma quali?

Per Salvini chi sono gli italiani che vengono prima degli altri? Le classi dirigenti della politica e della finanza? I banchieri, i padroni delle fabbriche che sfruttano e assumono precari? Oppure quelli che ascoltano e parlano con la “pancia” dimenticando che anche loro sono stati emigranti e poveri e che ancora lo sono?

Chi distrugge la Scuola?

Dove la disaffezione allo studio è la norma e dove spesso gli insegnanti vengono lasciati soli a fronteggiare una realtà spietata verso i bambini. “Dobbiamo comprare la carta igienica e, per sicurezza, diamo pure le salviettine imbevute perché spesso manca pure l’acqua” le mamme già da anni si fanno carico di tutto ciò che le scuole non riescono ad assicurare ai bambini.

Giù le mani dal centro storico

È un momento di crisi per il centro storico, dopo la decisione da parte della Regione Sicilia e dell’ASP di chiudere diversi ospedali in città, dal Santo Bambino all’Ospedale Vittorio Emanuele (OVE). Una scelta che ha portato all’apertura dell’Ospedale San Marco di Librino, ma anche a un rischio enorme di vandalismo e degrado per le strutture ospedaliere del centro.

L’ ITALIA SPACCATA

In sostanza le regioni più ricche dell’Italia (Nord Italia) tratterranno nei loro territori gran parte del le entrate che dovrebbero andare allo Stato Italiano, con la conseguenza che per le regioni più povere (Sud Italia) sarà impossibile recuperare il divario con il Nord.

Viva il Colapesce

Là dove non arriva la ruspa di Salvini, arriva la banca. Ma dal Colapesce delle coraggiose ragazze ci dicono che non si arrendono. La stessa sera del 4 giugno in tanti si sono radunati davanti al portone sbarrato e sabato scorso un grande corteo ha attraversato la via Etnea in solidarietà al lavoro svolto dalle ragazze e dai ragazzi del Colapesce. “Case, lavoro, servizi sociali, nei quartieri popolari”, abbiamo gridato in più di mille.

C’era una volta

Ho 76 anni e ricordo che da piccola ero molto unita con i miei amichetti, i bambini del quartiere. Quando ci riunivamo in cortile capitava spesso di giocare tutti insieme ad acchiappa acchiappa, oppure i maschi a calcio e noi femminucce a battezzare le bambole, e poi compravamo i cestini di cioccolata, nocciole o caramelle per distribuirle e mangiare assieme.