Nessun Dorma

Ci riposeremo solo dopo morti

testo e foto Salvatore David La Mendola

Primi di settembre. Una domenica mattina seduto su una panchina alla Villa Pacini. L’aria fresca che fa ricordare l’autunno imminente. Mentre stavo lì seduto, mi guardavo intorno cercando di vedere la villa come se fosse la prima volta. All’ingresso, subito dopo porta Uzeda, le fontanelle che continuamente gettano acqua, perché non possono essere chiuse, in mancanza della manopola. Subito a destra un’enorme vetrata sporca e opaca da cui un tempo (almeno fino a quando facevo le elementari) si poteva vedere il fiume Amenano che, subito dopo essere passato dall’ acqua ‘o linzolu, scorre all’interno della villa e oltre. Sotto gli storici archi una puzza la cui provenienza si riconosce bene anche dalle macchie di unto che corrodono la pietra lavica. Un’area giochi per bambini passata sotto i pennarelli di adolescenti vogliosi di esprimersi con molti “aforismi” e “citazioni” letterarie. Oltrepassati gli archi si notano le due statue decapitate e monche senza gloria né infamia perché non si sa bene chi o cosa rappresentino (i sovrani borbonici realizzati dallo scultore catanese Antonio Calì, allievo del Canova. Che non è poco!!!) sprovviste di una targa o almeno di una minima descrizione (sono in questo stato dopo le insurrezioni popolari del 1860 contro i monarchi). Zolle erbose a macchie incolte e siepi straripanti dalle cancellate. Vecchietti che giocano a carte sotto le arcate della marina sopra cui passa la linea ferroviaria.

nessundorma4

E poi in fondo un mezzo busto con tanto di monumento, ormai divenuto punto di ristoro per molti, che se si guarda attentamente è proprio dedicato a uno che ha lo stesso nome della villa: Pacini. Mah! Sarà una coincidenza. Infatti la villa è sempre stata per tutti “Villa Varagghi”. Si sbadiglia alla villa, assopiti da un’indolenza che si intravede fino al palazzo degli elefanti. Questa sonnolenza diventa particolarmente evidente quando, nel 2012, viene indetto un concorso per la concessione del chiosco interno alla villa Pacini. Il vincitore prende in gestione: il chiosco da ristrutturare, la manutenzione ordinaria dell’intera area a verde, la manutenzione straordinaria delle piante e delle superfici prative, la custodia e la pulizia giornaliera dell’intera villa.

Dall’articolo sul sito Argo (“Villa Pacini, un affare privato”) si nota come i fondi stanziati per la gestione di queste attività sembrino sovrastimati per due motivi. In primis per gli scarsi risultati materiali ottenuti in uno dei pochi spazi verdi del centro città e in secondo luogo per l’irrisoria cifra per cui viene dato in affitto il chiosco, il quale è l’unico punto di riferimento per l’enorme flusso quotidiano di gente da cui si ricava sicuramente un dignitoso guadagno. Di non poco conto è anche l’avviso del bando di concorso del comune, in data maggio 2012, che non fu poi così messo in evidenza nelle pagine dedicate del sito internet, tanto che solo due aziende hanno fatto domanda. Da sottolineare che una delle due si autoescludeva a priori presentandosi mancando di alcuni dei requisiti necessari.

nessundorma3Ci viene allora in soccorso un collega del Pacini, il compositore Verdi che sembra riecheggiare dalla villa in dormiveglia: “Nessun dormaaaaaaa. Nessun dormaaaaaa”. Speriamo di risvegliare qualcuno e che le sue grida arrivino specialmente al municipio. Forse che con questa “nuova” amministrazione suonerà finalmente la sveglia per questa città? Forse che anche Villa Pacini potrebbe tornare ad essere riqualificata come si deve, in quanto si pone come crocevia turistico fra il porto/la-stazione-degli-autobus/la-stazione-centrale e il centro? Forse che potrebbe essere ripresa in considerazione anche questa storica Villa, come anche Villa Bellini (in cui è riapparsa la data fatta con le zolle erbose, da tempo sostituita da quella misera fatta coi sassolini bianchi… con tutto il rispetto per i sassolini)?

Se le statue decollate di Villa Pacini saranno in parte graziate quanto basta per capire quale periodo storico rappresentino e chi, e se ritorneranno pure le papere alla Villa Bellini dopo essere state lapidate anni fa, grideremo al miracolo. O, senza scomodare troppo i santi, parleremo semplicemente di riqualificazione. Parleremo di ripresa. Parleremo di rispetto per una città che ha troppo subito l’indigenza amministrativa di comitati d’affari dalle piccole alle grandi cose. Da Villa Pacini a Piazza Europa e tanti altri innumerevoli esempi. Varrà allora a qualcosa dormire un po’ di meno, per avere molto di più. E dato che c’è molto da lavorare, prepariamoci a fare i turni per le nottate. Alla meno peggio ci riposeremo solo dopo morti.