Piano regolatore torna, ci manchi!

Aspettando di diventare come la Svizzera, ecco un esempio di area verde a Catania

di Ivana Sciacca, foto Darkye

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Egregio sindaco,

prima delle elezioni come WWF e LIPU Catania ci siamo opposti ad una frettolosa approvazione da parte della passata Amministrazione del nuovo Piano regolatore perché riteniamo lo stesso vada prima discusso con la città.

Ci aspettavamo però da parte della nuova Amministrazione un impegno maggiore nella discussione e approvazione urgente di un nuovo PRG, invece sembra che lo stesso non abbia più la priorità che meriterebbe. Emerge il dubbio se ci sia ancora una reale volontà di realizzare il nuovo Prg o se al contrario non si preferisca andare avanti con le varianti.

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Qualche giorno fa il sindaco Bianco si è recato nella chiesa di Santa Maria delle Salette per porre i suoi omaggi alle reliquie di Don Bosco. A pochi passi dall’oratorio di questa chiesa, in via De Lorenzo, si trova quella che sarebbe dovuta essere un’area verde attrezzata del quartiere. Proprio da qui arriva un tanfo denso che avvolge come una ventata di veleno. Chiunque provasse ad accedere in quest’area troverebbe gli ingressi sbarrati. (In più sul lato destro troverebbe anche due cani rinchiusi in pochi metri quadrati tra i loro stessi escrementi, senza acqua né cibo).

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Eppure quel posto lì sarebbe dovuto essere di tutti. Così era stato progettato qualche anno fa: quando ancora vi si poteva accedere; quando le panchine e la nuova pavimentazione, le piante e gli alberi incorniciavano un paesaggio pensato per i bambini, persino con dei giochi. Insomma: un piccolo Eden a San Cristoforo.

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Di questo mirabile progetto non resta che un cumulo di macerie grigie e polverose. Le panchine e la pavimentazione sono state fatte a pezzi. Qualche albero resiste ancora tra le aiuole infestate di erbacce e spazzatura. Più in fondo si notano altri cumuli di escrementi: saranno senz’altro di quel cavallo legato lì a un palo e sfruttato per le corse clandestine, altro business della mafia per fare soldi sporchi seviziando e dopando gli animali.

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In quest’area di verde non c’è proprio un bel niente. Sembra di essere all’inferno. Altro che Eden…

Questo degrado da noi è stata denunciato più volte ma le condizioni sono peggiorate di giorno in giorno, e ancora continuano a farlo. Ma come si fa a credere che questa stalla a cielo aperto, sotto gli occhi di tutti, sia passata inosservata solo agli occhi degli amministratori?

In un’intervista fatta a luglio a Salvatore Di Salvo, attuale assessore all’Urbanistica, si leggono dichiarazioni a dir poco fantascientifiche: si auspica di applicare il modello svizzero alla città di Catania: aree verdi ovunque, sia in centro che in periferia (http://catania.livesicilia.it/2013/07/22/prg-di-salvo-su-quello-predisposto-da-stancanelli-verra-modificato-con-piu-verde-e-meno-cemento_251679/). Ma perché? Per lasciarle poi allo strapotere della mafia che le trasforma in stalle, o le usa come magazzino per la droga da spacciare, o ancora come discariche abusive?

A tal proposito, Signor Sindaco, venga ora a fare una passeggiata da comune cittadino, in queste strade dove si fatica a respirare, a vivere, a essere umani. Ora che non c’è nessuna competizione elettorale e nessuna visita istituzionale in corso, ora che può guardare la realtà nella sua crudezza, senza trucchi e senza inganni, venga a vedere come si vive nel quartiere di San Cristoforo: chissà che il contatto diretto con l’immondo non possa servirLe da promemoria per non dimenticarci?!

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la tettoia una volta ricoperta da pannelli solari

È da più di 50 anni che il Piano Regolatore manca a Catania. E’ giunto il momento che Lei e la Sua amministrazione ve ne occupiate seriamente. Basta con le belle parole che infarciscono discorsi vuoti. Basta con gli interessi della mafia che continuano a sovrastare quelli della collettività. Basta con le varianti al PRG che non sono altro che un pretesto per continuare a vivere come dei selvaggi. Non si può né si deve rimandare più.

Le aree verdi sì ma solo se gestite bene. Se è un impegno troppo oneroso per il Comune, date a noi associazioni che operiamo sul territorio la possibilità di potercene occupare. D’altronde chi meglio di noi?

Noi cittadini non siamo, e non dobbiamo essere, meno responsabili nel garantirci la vivibilità della nostra città. E noi ci siamo, ogni giorno, e siamo più che disponibili a offrire un contributo di idee ma soprattutto la nostra partecipazione attiva.

Nel mentre non ci resta che il rammarico di non essere ancora la Svizzera…