La farsa del buono casa

di Ivana Sciacca, foto Maurizio Parisi

Il Comune di Catania: i ritardi, le bugie, le facce toste

Ad agosto Gina insieme al marito e i figli vengono sfrattati da una casa senza contratto, perché non hanno potuto pagare l’affitto per sei mesi. Nessuno in famiglia ha un lavoro, campano alla giornata e con i soldi della pensione del figlio disabile. Poco più di trecento euro al mese. E bisogna farci tutto.

A settembre dopo un’estenuante ricerca, Gina trova una casa con il contratto. Inizia il percorso per ottenere il buono casa dal Comune di Catania. Un mese va via preparando i documenti richiesti per accedere. Un altro mese per vedere la richiesta accettata. “Il Comune inizierà a pagare il mese di novembre, non di certo i primi due” dicono. Nel frattempo si accumulano i prestiti che Gina fa per pagare le prime mensilità e la caparra. Novembre passa e arriva anche Natale ma soldi dal Comune non se ne vedono. La proprietaria, molto anziana, non accetta l’idea di dover dare l’iban per ricevere il pagamento delle mensilità, vuole il cash.

Da novembre a febbraio, Gina aspetta il Comune e paga versando sino all’ultimo centesimo della pensione del piccolo. Marzo arriva, il bonus no. Questo mese Gina deve fare visite mediche a pagamento, l’affitto non lo potrà anticipare. La proprietaria non sente ragioni “Non oltre il 5 del mese, a me i soldi servono. Altrimenti ve ne andate”.

“Il mandato è stato fatto” dicono dai servizi sociali “ma per il pagamento in contanti bisognerà aspettare un’altra ventina di giorni”. Cioè forse ad aprile. E chi glielo dice alla proprietaria?  Glielo dovrebbe dire l’assessore Parisi, ma è troppo impegnato nei tavoli dove difende a spada tratta il buono casa di duecentocinquanta euro, come fosse la soluzione a tutti i mali abitativi.

In una città come Catania, soltanto ottanta proprietari si sono accollati la croce del bonus casa e i ritardi del Comune. “Non siamo e non potremo mai essere puntuali nei pagamenti” a Gina glielo hanno detto subito in via Dusmet. L’assistente sociale era imbarazzata ma “non dipende da me” continuava a dire, abbassando lo sguardo.

Dal momento della richiesta del bonus all’effettivo pagamento da parte del Comune, devono trascorrere sei mesi? Signor assessore, trovi Lei un proprietario di casa che sia disposto ad aspettare sei mesi di affitto senza incazzarsi.