Al GAPA “Restiamo Umani”

Domenica 3 marzo alle ore 18:00 al centro GAPA, Via Cordai 47 Catania, vogliamo ricordare Vittorio Arrigoni con Luca Privitera che dalla Toscana sta girando tutta l’Italia per non far dimenticare la sua storia.

Vittorio, pacifista militante, venne ucciso nella notte tra il 14 e il 15 aprile 2011 da terroristi salafiti.

Vittorio lottava per il popolo palestinese nella striscia di Gaza, forse fu l’unico giornalista presente durante l’operazione di guerra israeliana “Piombo Fuso”, raccontò le atrocità di quella breve guerra e dopo questa continuò a lavorare con i pescatori e gli agricoltori palestinesi, a cui veniva impedito, dall’esercito israeliano, di coltivare e pescare.

Moni Ovadia ai funerali di Vittorio, dove non fu presente nessuna istituzione, disse: “Vittorio era un essere umano che sapeva cosa volesse dire questa parola”.

vittorioarrigoni

“Restiamo Umani”

Sono parole imbrattate di sangue, di fosforo bianco, di schegge esplosive, di barriere, di volti segnati dalla sofferenza, di mani distrutte dall’odio che restituiscono immagini e sensazioni a noi normalmente lontane. In un genocidio inimmaginabile, sapendo che a realizzarlo sono molti di coloro che hanno subito (direttamente o indirettamente) il progrom zarista ed i campi di sterminio nazista, pensiamo che le colpe siano di molti altri e non solo loro. Primo perché nella storia della diaspora Ebraica siamo stati complici e carnefici, secondo perché con il nostro cinismo e la nostra abitudine a vedere i conflitti e le guerre come una fiction o come qualcosa che riguarda altri ne rimaniamo distaccati senza reagire, o denunciare l’ingiustizia ed a rimanere osservatori passivi.

Ascoltando le varie testimonianze non si può fare a meno di essere colpiti da questa visione della realtà, omessa ed abbandonata a se stessa, sia dalle super potenze che dai mass-media che artefanno gli accaduti per interessi economici e politici. Un’atrocità senza senso. Dove le urla ed il dolore di un’umanità sempre più lontana da quello che noi viviamo quotidianamente, chiedono una reazione immediata che non può lasciare indifferenti.