REFERENDUM COSTITUZIONALE

Incontro a San Cristoforo presso la sede del Gapa Marcella Giammuso

“Guardate questo è un tavolo formato da un piano e da quattro gambe che lo sostengono. Il piano rappresenta lo Stato Italiano e le gambe gli articoli della Costituzione  che reggono lo Stato. Se decidiamo di togliere una  gamba a questo tavolo, cosa succede? Succede che questo cede e si abbatte.  Nello stesso modo se eliminiamo alcune parti della Costituzione lo Stato crollerà perché mancherà ciò che lo sostiene.  Renzi con le modifiche che vuole attuare  taglierà una gamba alla nostra Costituzione!” Con questa metafora Antonello Longo, insieme a Giusy Clarke Vanadia e Toti Secchi, componenti del Comitato per il NO della Provincia di Catania, ha iniziato l’incontro sul Referendum Costituzionale che si è svolto giorno 21 ottobre nei locali dell’Associazione GAPA in via Cordai 47.

All’incontro hanno partecipato parecchi abitanti del quartiere di S.Cristoforo, i quali hanno ascoltato con molto interesse tutti i chiarimenti che sono stati dati relativamente a questo referendum, e soprattutto hanno prestato molta attenzione a tutte quelle informazioni che non vengono date dalla RAI e da altre fonti d’ informazione filogovernative. La gente presente all’incontro  ha dimostrato di essere molto preparata sull’argomento. Donne, uomini e giovani  hanno espresso chiaramente i problemi che oggi più che mai  opprimono la popolazione in maniera sempre più rilevante: mancanza di lavoro, carenza di assistenza sanitaria, aumento delle tasse e per quanto riguarda specificatamente Catania servizi di trasporto quasi inesistente, raccolta dei rifiuti non adeguata, scuole ed asili nido insufficienti. I poveri aumentano sempre di più e la gente ha difficoltà anche a fare la spesa. Sono molti i catanesi che si recano ogni giorno nelle mense per i poveri a  consumare il loro pasto quotidiano. E’ vero, i diritti che sancisce la nostra Costituzione oggi non sono rispettati interamente, ma con le modifiche che Renzi vuole effettuare verranno completamente calpestati.

“La nascita della Costituzione Italiana” ha ricordato Giusy Clarke Vanadia “ è avvenuta subito dopo la seconda guerra mondiale a dicembre del 1947 ed è entrata in vigore il 1° gennaio 1948.  L’Italia uscita da una dura sconfitta aveva bisogno di riorganizzare il proprio ordinamento dopo 20 anni di dittatura fascista. Al fine di evitare in futuro che l’Italia potesse cadere nuovamente  nelle mani di un dittatore, nel 1946 era stata formata un’Assemblea Costituente, un gruppo di persone rappresentative elette dal popolo appartenenti a tutte le forze politiche di destra, di centro e di sinistra, con l’incarico di scrivere una Costituzione o di modificarne una esistente, affinché non potesse più accadere che il potere cadesse nelle mani di un dittatore.”

Oggi il governo Renzi decide autonomamente le modifiche da effettuare alla Costituzione, mentre sarebbe stato necessario eleggere una nuova Assemblea Costituente.  Invece la riforma proposta  stravolge 47 articoli, oltre un terzo della Costituzione, senza aver tenuto conto di ciò che hanno scritto le Madri  ed i Padri Costituenti. Allora noi diciamo NO ad una riforma, o deforma come la chiamano molti giuristi, che svuota i diritti fondamentali della popolazione a favore degli interessi della finanza, regala l’immunità a 95 sindaci consiglieri regionali, colpisce il diritto di voto, travolge le autonomie locali.

Dicono di NO anche i tanti Comitati che si sono formati spontaneamente fra la gente comune nelle varie città d’Italia affiancati da giuristi e costituzionalisti che conosco bene la materia e che riescono a leggere bene fra le righe delle modifiche che si vogliono attuare. Modifiche non proposte da una Assemblea Costituente ma bensì dal Presidente del Consiglio, persona nominata e non eletta dal popolo. E un uomo, non eletto dal popolo non può osare cambiare la costituzione., la scuola è appena iniziata.