Periferie

Giovanni Caruso palazzo di cemento, archivio Giovanni Caruso“Fozza carusi, scinnemu a Catania!” Spesse volte, noi del Gapa, ascoltiamo queste parole dai ragazzi di San Cristoforo e ci chiediamo cosa vogliano dire. Sì, ci stupiamo perchè San Cristoforo è Catania in pieno centro storico. Solo ottocento metri ci sono tra il centro del quartiere e piazza Duomo, dove risiede il palazzo di città e della politica istituzionale. Allora perchè questa percezione di lontananza? Come se gli abitanti del quartiere dovessero superare un confine virtuale… Oppure, quel “Scinnemu a Catania!” vuole dire “Andiamo ad invadere una città che non ci vuole?”. Catania è ufficialmente una “città metropolitana”: questo vuol dire l’abbattimento del confine tra i quartieri del centro storico e delle periferie? Noi crediamo che non sia così: quei confini esistono, non si vedono, ma ci sono. Sono nelle teste di chi abita i quartieri, nelle teste di chi governa Catania e vuole che tutto rimanga così! Diversi anni fa il comandante dei vigili urbani di allora ci disse “A San Cristoforo non c’è bisogno di intervenire, San Cristoforo si governa da sola!”.

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Di quartieri si è voluto discutere al “Convegno sulle periferie” tenutosi il 4 luglio alla Camera del lavoro. Sara Fagone, nel doppio ruolo di prudente dirigente sindacale e in quello di militante che lotta con passione per i diritti e la giustizia sociale nel quartiere di Librino, ha aperto il convegno con una chiara relazione. Gli altri interventi sono stati di uno storico, una dirigente scolastica e un’architetta del Dipartimento Architettura Urbanistica, che hanno cercato di raccontare la realtà attraverso una visione piena di speranza per il quartiere di Librino. C’è stato inoltre l’intervento fuori programma dell’assessore Saro D’Agata, che tra le mille deleghe a suo carico, ha anche quella del quartiere di Librino. Per l’ennesima volta ha elogiato l’amministrazione Bianco, la sua capacità di trasparenza, il suo amore per la legalità. Non è mancata nemmeno l’antica promessa sul palazzo di cemento che “presto sarà restituito al quartiere, più bello che mai!”. Lo ha detto tre anni fa, poi due anni fa, ma il palazzo è ancora lì con il suo carico di degrado. campetto_librino_2010_Stefania_Di-FilippoE così come ci raccontano le forze dell’ordine dopo l’operazione “Cartago” con gli arresti dei componenti dei clan Nizza e Arena, che ancora controllano il territorio di Librino e San Cristoforo, sotto quel palazzo si spaccia ancora, come si spaccia nelle piazze di San Cristoforo, che lei signor assessore conosce bene. Assessore D’Agata si rende conto che non si può più fingere che i confini dentro la città esistono e che c’è un potere che ha ancora voglia di mafia? E poi un appello a Giacomo Rota, segretario provinciale della Cgil di Catania, a cui riconosciamo le battaglie sindacali che porta avanti. Vorremmo però ricordargli che non esistono solo i lavoratori iscritti ai sindacati. Nei quartieri ci sono anche uomini e donne che vivono una vita da invisibili e sono pronti per disperazione a vendersi alla mafia o allo sfruttatore di turno. Chi ci governa ricordi che i quartieri sono tutti uguali con uguali problemi e non si può prestare attenzione solo a quelli dove ci sono organizzazioni sociali che fanno parte del progetto istituzionale chiamato “Fabbrica del decoro”.