Librino: diritto ad occupare

Un’occupazione dedicata a Peppe

fototesto di Luciano Bruno

Lo scorso 25 aprile a Librino, in contemporanea alla festa della liberazione, è avvenuto un atto di disobbedienza civile e di resistenza. I ragazzi del Centro ” Iqbal Masih” di Librino, insieme ad alcuni del teatro Coppola occupato, hanno liberato il Centro Polisportivo San Teodoro nel quartiere. Si sono dati appuntamento quella mattina in Viale Moncada, dove da vent’anni vi è la sede del Centro “Iqbal Masih”.

L’idea è nata subito dopo la morte di Peppe Cunsolo, il ragazzo trovato morto il 28 gennaio scorso sull’asfalto investito da un auto, in Viale Castagnola, una delle vie più trafficate di Librino; dalle perizie della polizia scientifica viene fuori che nella strada non vi sono né segni di frenate né tracce di sangue, quindi l’incidente non è l’unica ipotesi.

Dopo tre mesi dalla morte del piccolo Peppe, rugbista dei Briganti Librino, ancora non si sa nulla sull’autopsia richiesta dalla Procura di Catania.

I volontari del centro Iqbal Masih si spendono ogni giorno tantissimo per i ragazzi del quartiere, e fra questi c’era anche Peppe, che partecipava al gruppo giovanile dei “Briganti Librino”.

Questo fatto di cronaca ha provocato indignazione e rabbia, quella rabbia da cui è venuta fuori la voglia di fare ancora di più occupando il centro Polisportivo San Teodoro, per restituirlo al quartiere.

La liberazione del San Teodoro è un tentativo che qualcosa può cambaire. L’idea è quella di aggregare di riappropriarsi degli spazi pubblici negati dalle istituzioni, di rompere la barriera dell’indifferenza nei confronti del quartiere Librino, ancora da molti, anche dai cosiddetti “benpensanti” (anche loro fondamentalmente omertosi e che per anni hanno fatto finta di niente su una città dove la mafia è stata presente), considerata un mondo a parte, da tenere lontano.

SCHEDA

Il Polisportivo San Teodoro doveva servire alle Universiadi del 1997 che si dovevano svolgere a Catania. Sono stati spesi svariati miliardi per spianare il terreno, dove una volta c’era un uliveto, un uliveto immenso dove i bambini andavano a giocare. La struttura, doveva essere costituita: da un campo da calcio ,due da calcetto uno da rugby costata 12 milioni di euro ma mai consegnata,per diversi anni lasciata abbandonata, dalle varie amministrazioni sia di destra che di sinistra;quello che resta del San Teodoro sono un cumulo di macerie. Quello che doveva essere il campo da rugby, è pieno d’erbacce, gli spogliatoi sono stati completamente di strutti, così come l’impianto idrico, quello elettrico, che è stato smantellato da qualcuno e rivenduto al mercato nero. In una delle tante interviste Stancanelli dichiara: “Sul San Teodoro la mia amministrazione si è impegnata, attraverso il recupero del campo di Calcio dato in gestione al Club Calcio Catania attraverso un’opera sociale, quella di creare una scuola calcio per i ragazzi del quartiere”.