Numero 1 - Gennaio 2012
Direttore Responsabile: Riccardo Orioles
Reg. Trib. Catania 6/10/2006 no26 Via Cordai 47, Catania
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- www.associazionegapa.org tel: 348 1223253
Stampato dalla Tipografia Paolo Millauro, Via Montenero 30, Catania
Grafica: Massimo Guglielmino
Illustrazione copertina: Ernesto Leone
Foto: Salvatore Ruggieri, Paolo Parisi
Hanno collaborato a questo numero:
Giovanni Caruso, Toti Domina, Marcella Giammusso, Paolo Parisi, Sonia Giardina, Elio Camilleri, Salvatore Ruggieri, Giulio Traversi
Botti di guerra
Guerra forse no, ma incoscienza stupidità e degrado morale e sociale sicuramente si. I dati venuti fuori il primo gennaio sono inquietanti: 561 feriti da "botti" in tutta Italia (di cui 127 minori), due morti, uno a Napoli e l'altro a Roma.di Giovanni Caruso e Don Ezio Coco, parroco di San Cristoforo
Prete di frontiera? "No, di quartiere"
Abbiamo intervistato, Don Ezio Coco parroco della chiesa di "San Cristoforo alle sciare" giovane e pieno di volontà ci racconta la sua missione pastorale e sociale nel nostro "maltrattato quartiere".
di Giovanni Caruso
Eppur si muovono
Più giù del fondo non si può andare, a meno che si incominci a scavare! E così l'Azienda Metropolitana Trasporti (nuova dicitura dal 2011), dopo un deficit di 116 mln di euro accumulati a fine 2010, che sapeva più di voragine che buco di bilancio, dopo tagli al parco autobus e assunzioni bloccate, lentissimamente sembra risalire la china. E a dimostrarlo sembra la velocità commerciale aumentata di qualche decimo di punto percentuale.
testi e foto di Salvatore Ruggieri
Morire in solitudine
Abbiamo parlato di lui nel numero 10 di Novembre 2010 de "I Cordai". Il signor Grasso Francesco detto Turiddu, nome affettuoso con cui veniva chiamato nel quartiere, una persona molto conosciuta a San Cristoforo. È scomparso alla fine del mese di novembre del 2011, è stato trovato a casa sua morto da circa una settimana.
testi e foto di Paolo Parisi
Schegge di storia catanese - La partigiana Graziella
Numerosi cittadini catanesi parteciparono alla Resistenza, i più fortunati tornarono e raccontarono ai familiari l'incredibile, drammatica ed esaltante avventura della Liberazione.
a cura di Elio Camilleri
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Carne di cavallo
Tutto cominciò il giorno che Santo Buscemi ritornò a frequentare la scuola dopo un lungo periodo di assenza. Arrivò in ritardo e andò a sedersi all'ultimo banco per osservare bene quello che succedeva in classe. La professoressa stringeva tra le gambe un violoncello e teneva sospeso in aria un archetto con tallone in ebano e crini di cavallo. Solo di cavallo masculo, spiegò la professoressa, perché la femmina urina verso la coda e il pelo sporcandosi diventa una fetenzia.
di Giulio Traversi














