Ciak, si chiude la succursale della scuola Manzoni-Diaz!

Come calpestare il diritto allo studio, seconda triste puntata

Ivana Sciacca

<img class="alignright size-medium wp-image-3415" src="http://www omeprazole dr 40 mg capsule.associazionegapa.org/_/wp-content/uploads/2015/07/Manzoni-Diaz-200×300.jpg” alt=”Manzoni-Diaz” width=”200″ height=”300″ srcset=”http://www.associazionegapa.org/_/wp-content/uploads/2015/07/Manzoni-Diaz-200×300.jpg 200w, http://www.associazionegapa.org/_/wp-content/uploads/2015/07/Manzoni-Diaz.jpg 533w” sizes=”(max-width: 200px) 100vw, 200px” />Passando in questi giorni da via Santa Maddalena, dove si trova l’imponente edificio notarile, si nota che qualcosa si sta muovendo sotto il cocente sole estivo. Peccato sia qualcosa che dà i brividi…

La mattina si vedono ancora gruppetti di ragazzi di ogni nazionalità affollare l’ingresso al numero 39 (anziché 29) della scuola Manzoni-Diaz mentre alcuni uomini portano avanti un trasloco faticoso.

Quest’anno scolastico termina e le aule si svuotano, non solo di studenti ma di tutto. Perché lì da settembre non ci sarà più alcuna scuola, nulla di nulla.

Si stava cercando di fare tutto “aumma aumma”, sottovoce, bisbigliando la vergogna di un simile gesto affinché nessuno potesse sentirla. Poi il destino ha voluto che nella traversina frontale in via Sant’Elena ci fosse la sede di Catania Bene Comune. E un bel giorno (non proprio bello a dire il vero) un ragazzino, come se nulla fosse, si trova a passare di lì e a scambiare due parole con alcuni membri del Comitato: “Stanu chiurennu a scola. Chidda ‘cca vicinu! Già stanu livannu i tavuli e tutti cosi! Fossi non ni fanu fari mancu l’esami!”.

Da questa innocente confessione esplode la vergogna che si cercava di tenere celata, ma esplodono anche la rabbia, l’indignazione e il passaparola tra gli abitanti e le associazioni presenti nel quartiere e non solo.

La scuola Manzoni-Diaz è l’unica in cui si tengono corsi mattutini di alfabetizzazione per adulti per ottenere la licenza media e corsi di educazione civica per stranieri che danno la possibilità di intraprendere quel lungo percorso che consente di ottenere la cittadinanza. Che siano mattutini è fondamentale sia per coloro che fanno lavori serali ma anche per tutti quei ragazzi che, vivendo nelle comunità di accoglienza per migranti, non potrebbero per ovvie ragioni frequentare quelli serali.

Chiudere questa scuola è come sparare su categorie già deboli, indebolendole ulteriormente invece di difenderle e rafforzarle: insomma è come sparare sulla croce rossa!
La Manzoni-Diaz è un presidio indispensabile nel quartiere per l’istruzione, l’integrazione e la legalità? Pare di sì ma c’è di fatto che un’ordinanza comunale ne ha imposto lo sgombero perché i locali risultano “inagibili”.

Oddio, dando un’occhiata a volo sembra davvero un edificio abbandonato: porte segregate e aiuole selvagge lasciano intravedere la trascuratezza in cui è stato lasciato per chissà quanti anni. Ma sorge spontaneo chiedersi: come mai in tutti questi anni è stato sede della scuola e ci si accorge solo ora che è inagibile?

Udite, udite! Il Comune ha occupato gli spazi dell’Archivio Notarile abusivamente e ora si auto-sgombera! Tutto ciò farebbe pure ridere se non fosse che di mezzo c’è il diritto allo studio ancora una volta usurpato in nome di interessi privati. Non è una novità infatti che nel quartiere Antico Corso (dove è ubicata la Manzoni-Diaz) è ormai in corso da anni una selvaggia speculazione edilizia da parte dell’Università che cerca di accaparrarsi buona parte del suolo pubblico e degli immobili senza curarsi degli abitanti che quel quartiere lo vivono. E tutto ciò mentre le istituzioni le strizzano un occhio…

E a proposito di istituzioni: che si sappia che i ragazzini della Manzoni gli esami li faranno per quest’anno. Il compromesso è stato tutto all’italiana: cercare di dilungare di una ventina di giorni il trasloco (in barba all’ordinanza comunale!) per poi spostare gli esami nella succursale accanto (al numero 39 appunto!).

Cosa succederà a settembre? I comitati cittadini hanno sottolineato l’importanza vitale di trasferire la stessa scuola in edifici dello stesso quartiere, come per esempio nell’ex scuola Di Bartolo, oggi sede dell’Assessorato al Commercio. Ma cosa davvero succederà a settembre non si sa perché gli interlocutori della vicenda (dalla Preside all’Assessore alle Politiche Scolastiche sino a quello al Patrimonio Urbano) si crogiolano in silenzi o mezze risposte che non danno alcuna certezza.

Doria-2007

L’unica certezza è che questa vicenda ha il sapore antico e amaro di un degrado che non si arresta e rievoca la chiusura della scuola Andrea Doria nel quartiere San Cristoforo: il Comune che non pagava l’affitto alle Orsoline, dibattiti su come trovare i fondi, ipotesi di acquistare l’immobile addirittura perché “la scuola è fondamentale”. Ma alla fine dopo dieci anni quei cancelli sono rimasti sbarrati e una generazione già a rischio è stata dislocata in altre sedi in altri quartieri come fosse una pedina, favorendo così la dispersione scolastica in un quartiere popolare dove il tasso è già tra i più alti!
Investire sul futuro? Il futuro sono i giovani? Ottimi come slogan elettorali ma nei fatti non se ne parla proprio.

Grazie istituzioni di stare mutilando futuro, possibilità e speranze.