Cari uomini

Marcella Giammusso

La sedia rossa, foto Giovanni CarusoUna donna uccisa da un uomo ogni tre giorni

Cari uomini, avete letto sui giornali i fatti di cronaca nera avvenuti negli ultimi quindici giorni? Avete visto in televisione le tragiche immagini delle donne uccise dai loro uomini con brutalità e ferocia, dei  loro corpi violentati, massacrati e deturpati? Trieste 26 aprile 2016, Slavica Kostic 38 anni uccisa e sepolta  in una cava di materiale edile dal suo ex marito Dragoslav Kostic. Magnago, Milano, 17 maggio Deborah Fuso 25 anni uccisa a coltellate dall’ex fidanzato Arturo Saraceno. Roma 28 maggio 2016, Sara Di Pietrantonio 22 anni strangolata  e poi bruciata  dal suo ex fidanzato Vincenzo Paduano. Taranto 7 giugno 2016 Federica De Luca 30 anni picchiata e strangolata dal marito Luigi Alfarano, il quale ha poi ucciso con un colpo di pistola alla testa anche il figlio Andrea, quattro anni non ancora compiuti, togliendosi  dopo anche lui la vita. Verona 8 giugno 2016, Alessandra Maffezzoli 46 anni pugnalata dal suo ex convivente Jean Luc Falchetto, che poi le ha spaccato la testa con un vaso. Sapete che dall’inizio dell’anno sono  almeno 59 le donne uccise da partner (uomini) o da ex mariti (uomini) o fidanzati (uomini)? Oltre 155 da gennaio 2015, una donna uccisa da un uomo ogni tre giorni. Vi siete mai chiesti cos’è che scatena la furia omicida degli individui appartenenti al vostro stesso sesso? Spesso è la fine di un rapporto, l’incapacità  di accettare che la donna vi  lasci e che l’amore finisca. Perché la donna è di vostra proprietà e non può permettersi di lasciare il proprio uomo. A volte invece succede che quando non amate più la vostra compagna la uccidete sol perché non avete il coraggio di affrontare colei che vi ha dato tanto e che vi ama. Come ben sapete, dagli anni settanta in poi, le donne hanno fatto delle grandi lotte per affermare la loro identità e  ottenere gli stessi diritti degli uomini. Sono trascorsi quarant’anni da allora, ma è come se ci fosse stato un reflusso, come se si fosse tornati indietro nel tempo centinaia di anni. E oggi nel 2016 succede che se una  donna si ribella al proprio uomo e decide di non stare più con lui, viene uccisa proprio dalla persona con cui aveva condiviso la propria vita. Ogni giorno dell’anno si aggiungono vittime al lungo elenco di quello che è un vero bollettino di guerra. Questi omicidi sono stati qualificati in modo inverosimile per distinguerli dai consueti omicidi : femminicidio, violenza di genere, violenza sulle donne. Ciò non fa altro che camuffare   il  fenomeno, chiamiamolo ciò che in realtà è: violenza degli uomini sulle donne. Cari uomini, spesso le donne si riuniscono per discutere del problema della violenza nei loro confronti da parte degli uomini, vengono costituite associazioni , comitati e reti. Ma piuttosto dovreste essere voi uomini ad incontrarvi ed analizzare il fenomeno. Questo è un problema degli uomini! In occasione di questi ultime violenze sulle donne da parte di uomini, ci sono state manifestazioni di cordoglio da parte di personalità e gente comune. Tanti hanno esposto un drappo rosso in rispetto e ricordo delle tante donne assassinate. Anche nel nostro quartiere di San Cristoforo, nella sede dell’Associazione Gapa, è stata realizzata una serata con l’esecuzione di un concerto del coro polifonico Imago Vocis con orchestra, diretto dal maestro Salvatore Resca, per solidarietà alle donne uccise vittime della violenza degli uomini. Anche in questa occasione è stato esposto un drappo rosso su una sedia vuota ad evidenziare l’assenza delle donne uccise. Cari uomini, da millenni avete considerato le donne esseri inferiori. Le avete relegate solo al ruolo di madre, sorella moglie o fidanzata. Solo….? Rendetevi conto invece che le donne, oltre ad essere quello per cui le considerate, sono un’immensa fonte di sensibilità, forza d’animo, volontà, solidarietà, sacrificio e amore. Sono in grado di fare tutti i lavori che fate voi, di gestire con intelligenza qualsiasi situazione. E se qualche volta decidono di non stare con voi ed abbandonarvi, vuol dire che voi non siete stati all’altezza della loro sensibilità e non le avete amate abbastanza. Amare non vuol dire possedere una persona ma donarsi all’altro.

Slavika, Deborah, Sara, Federica, Alessandra, etc.